Marcello Corti Marcello Corti

Leggerezza nel fare musica insieme

Il 30 è il 31 marzo sono stato invitato a Porto San Giorgio per trascorrere due giorni con la Junior band della banda del paese. Sono partito da Como Venerdì sera sfidando il traffico e la distanza. Verso mezzanotte sono arrivato a Montalto delle Marche, un piccolo paese nell’entroterra a metà strada tra i monti Sibillini e il Mar Adriatico. Dalla mattina dopo ho lavorato con trenta fantastici ragazzi ad un programma di musica folle: sette brani da costruire con il sorriso e con leggerezza.

La bellezza di lavorare nelle Marche

marcello corti conductor leggerezza

Sono state tante le emozioni che ho vissuto in queste poche ore di produzione. I ragazzi hanno lavorato in maniera molto intensa per un totale di dieci ore di prova distribuite in soli due giorni.

Le Marche sono una terra incredibile: In 50 km è possibile vivere la montagna, la campagna ed il mare. Da Montalto, in lontananza, si vedono i Monti Sibillini ancora innevati. Intorno solo colline e campi: ulivi, viti, girasoli ed alberi da frutto. Dopo pochi minuti di macchina, si giunge al mare: l’Adriatico in primavera non è blu, ma verde smeraldo. L’infinita distesa di acqua è interrotta solo dalle scogliere, punti regolari di una gigantesca cucitura.

In queste zone è ancora vivo il ricordo del terremoto del 2016, gli edifici ne portano ancora le ferite: mura puntellate, immobili inagibili, architravi rinforzate. Attorno la gente ancora vive la paura del sisma. I racconti di quell’ottobre sono in netto contrasto con la voglia di fare musica e di sorridere dei ragazzi con cui ho lavorato.

La leggerezza

porto san giorgio marcello corti

Una delle riflessioni che ho fatto durante il mio soggiorno nelle Marche è proprio questa: bisogna fare musica col sorriso.

Fare musica non deve essere avvilente, fare musica non deve essere un’esperienza negativa. Non lo deve essere per i professionisti, figuriamoci per gli amatori!  Nelle Marche ho realizzato che voglio mettere ancora più sorrisi nella mia musica. Voglio che “fare musica insieme”, insieme a me in particolare, sia un’esperienza esclusivamente positiva non solo a livello musicale, ma a livello umano.

Certo, vivere con i giovani richiede fatica, la conoscenza di un linguaggio, richiede apertura e sensibilità. C’è bisogno di sorrisi, c’è bisogno di condivisione, c’è bisogno di leggerezza. Gli amatori, come i professionisti, si rendono conto della qualità del percorso che stanno compiendo senza che siano necessarie adulazione, compromessi o scontri. Se il lavoro è di qualità ed è sereno, è possibile raggiungere risultati impensabili

Comunicare con leggerezza

marcello corti

Oggi più che mai, di ritorno dalle Marche,  dopo essermi abbracciato e dopo aver riso di gusto con trenta ragazzi non professionisti, musicisti imperfetti, tanto appassionati quanto stonati, mi sento di dire che la musica, come tante altre arti, ha bisogno di essere comunicata.

È per questo che mi sforzo di comunicare con YouTube, con i social in generale e con ogni mezzo che ho a disposizione. Mi spaventa che questo lavoro possa sminuire la mia professionalità o mettere in discussione la qualità di quello che faccio. Quando però mi sento di dire che mostrare il dietro le quinte, raccontare in maniera informale quella che è la mia vita, svelare a tutti la leggerezza che metto nel mio lavoro è un grandissimo arricchimento, mi convinco che continuare su questa strada sia la cosa giusta.

Mai e poi mai mi sognerei di tornare indietro. Mai e poi mai mi sognerei di cancellare una sola risata di quelle che ho fatto cercando di costruire la musica di Romitelli, Jacob de Haan, Cesarini o Beethoven. Vivere con leggerezza una professione non significa viverla con superficialità. Significa cercare di non portare peso all’interno delle vite che si incrociano alla nostra, vite probabilmente già gravate da altre difficoltà.

L’immagine di me in stile Rick and Morty è realizzata da Ilaria Ciummei su idea di Riccardo Caldirola

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