Marcello Corti Marcello Corti

Digital Print fa rima con etica professionale

Ho da poco cominciato ad utilizzare la Digital Print per acquistare i materiali d’orchestra. Mi si è aperto un universo di tempo risparmiato, costi ridotti e ho implementato la legalità della mia attività. Alcune riflessioni che ho fatto dopo aver utilizzato il portale Total Sheet Music per un anno di tempo, acquistando materiali per Banda, Orchestra e Banda Giovanile.

Cos’è la Digital Print e come funziona?

Il mio archivio Digital Print
Il mio Archivio di Digital Print

L’editoria musicale è di fronte ad una piccola grande svolta: la smaterializzazione del supporto musicale. La carta sta scomparendo: esistono orchestre che leggono direttamente da tablet, compositori che scrivono musica in digitale e, naturalmente, rivenditori che operano esclusivamente online.

Attraverso portali come Total Sheet Music è possibile acquistare e stampare i materiali d’orchestra (o di banda) in perfetta legalità. Per lo Stage Estivo ANBIMA Lombardia ho appena acquistato tre brani dal catalogo Alfred (Terracotta Warriors, Camino del Sol e Whiteleaf Hill): in un’ora di tempo è possibile avere in mano parti e partitura stampate.

L’esperienza utente è identica a quella di un qualsiasi negozio online: il cliente naviga nello shop dove può accedere ad una partitura d’esempio e ad un’esecuzione del brano. Mette quindi nel carrello quello che preferisce e poi con carta di credito conferma l’ordine. Subito dopo l’acquisto ottiene l’accesso ad un numero limitato di stampe e può stampare comodamente da casa i materiali non appena lo desidera: subito dopo l’acquisto o anche ad un anno di distanza.

Il negozio Digital Print
Il negozio online della Alfred Music

Le parti, perfette sotto ogni aspetto, vengono segnate con il numero d’ordine e con il nome del cliente. Una breve stringa di testo certifica l’acquisto, la proprietà del materiale e di conseguenza ne conferma anche la liceità.

I pregi del Digital Print

Sicuramente l’acquisto in digitale della musica a stampa riduce notevolmente i costi e i tempi. In particolare il costo e il tempo di spedizione diventano nulli. Per l’editore infine scompare anche il costo di magazzino, archivio e conservazione di montagne di carta. Inoltre il passaggio non sempre lineare delle partiture da dogane internazionali scompare: basta ritardi, basta sovrapprezzi o brutte sorprese. In pochi secondi si ottiene quello per cui si ha pagato.

Il Servizio Clienti è straordinario: capita talvolta che una stampa non vada a buon fine, o che la stampante si inceppi e che finisca il numero utile di stampe concesso dalla licenza. In questo caso è sufficiente contattare il Customer Service ed in poche ore si riceverà un pdf senza scadenza della parte mancante.

Il vantaggio più grande resta comunque l’incentivo alla legalità. Costi più bassi, un più snello sistema di distribuzione e un Customer Service di qualità sono straordinari incentivi alla distribuzione legale della musica a stampa. Certo, chi è abituato a lavorare con materiali illegali continuerà a farlo. Ma chi ha già una cultura della legalità in ambito editoriale, avrà grandi vantaggi e continuerà ad agire nel pieno rispetto della normativa.

Quali sono i difetti della Digital Print

La Digital Print della musica ha però anche qualche ombra: innanzitutto la stampa dei materiali non è sempre agevole. Ho provato a stampare le parti da un pc non troppo potente e con una connessione tutt’altro che rapida. Di conseguenza le partiture non venivano caricate e renderizzate in maniera completa dal sistema.

Inoltre tutto il sistema si basa sull’acquisto di una licenza per un numero limitato di stampe: qualora ci sia la necessità di copie in più, è necessario o acquistare la parte singola, o procedere alla fotocopia (ancora illegale) di quanto stampato (legalmente). Non si ha quindi il possesso vero e proprio dei materiali, ma solo la licenza limitata.

Digital Print personale
La stringa di testo aggiunta alla Digital Print

Concludendo: Digital Print

Personalmente ho già imparato ad amare la Digital Print: la trovo comoda, pratica e utile. Ho cominciato a risolvere i piccoli problemi di render delle parti riuscendo a minimizzare gli errori. Inoltre trovo bellissimo che su ogni parte acquistata compaia la dicitura “sold to Marcello Corti”: lo trovo un giusto riconoscimento all’impegno alla legalità e la dimostrazione di una solida etica professionale.

Digital Print in Italia: è un ni

Le mie esperienze di Digital Print sono tutte limitate all’estero. Ho acquistato materiali da case editrici Americane, Inglesi e Francesi (la Henry-Lemoine ha un catalogo parzialmente in pdf) ma mai da editori italiani.

Capisco perfettamente come le case editrici italiane non abbiano voglia di avventurarsi in un mondo di stampa digitale. Il pdf e la facilità di scambio dei materiali sono due grandissimi ostacoli alla digitalizzazione del processo di distribuzione. Sono i direttivi delle associazioni musicali (ed i professionisti del settore) che devono gradualmente allontanarsi dalla mentalità dello scambio di materiali ed avvicinarsi a quello di un costoso ma legale acquisto di materiali. Solo in questa maniera è possibile far crescere un mercato, abbassare i costi e sviluppare una nuova, moderna, economica e snella editoria musicale.

Il vantaggio è per tutti: per i compositori, il cui lavoro viene più facilmente retribuito; per gli editori, i cui costi possono diminuire e il cui mercato può crescere; per le associazioni musicali, che possono uscire dal sommerso e investire in un archivio legale ed estremamente ricco; per il sistema intero, che viene arricchito da nuove composizioni, nuovi titoli e nuove firme.

Oltre a continuare ad acquistare legalmente materiali d’orchestra, quello che nel mio piccolo posso fare è condividere queste mie riflessioni, giuste o sbagliate che siano.

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