Marcello Corti Marcello Corti

Comunicare la musica

E’ il 2019 anche per la musica

Ogni tanto mi raggiungono alcuni amici e colleghi che mi chiedono aiuto per comunicare al mondouna loro iniziativa musicale. “Ma come fai a fare un sito? Ma come fai a scegliere cosa scrivere su Facebook? Ma cosa metto su instagram? Mi aiuti a fare un evento?”

La riflessione che immediatamente scatta nella mia testa è questa: i problemi di comunicazione del 2019 toccano immutati anche il mondo della musica. In questi anni si sono sviluppate nuove professioni che al centro della loro attività hanno non solo la comunicazione, ma in particolare la creazione di contenuti. Questo per rispondere al problema più grande che tutti, dagli idraulici agli architetti, hanno nel 2019: avere qualcosa da condividere che possa catturare attenzione.

Sfatiamo il mito della mia competenza comunicativa della musica

Ogni volta che mi chiedono lumi riguardo alla comunicazione di un evento musicale, io suggerisco loro di rivolgersi ad un vero professionista. Per due motivi semplicissimi: un professionista fa bene quello che deve fare. Non meno importante, il professionista ha voglia di fare quello che deve fare.

Marcello Corti Comunicare Musica

Quando mi chiedono aiuto per la comunicazione di un evento culturale, tendenzialmente rispondo di no: non ne ho voglia. Stare davanti al pc a creare contenuti, piccoli video, scatti fotografici, fare continui brain storming con un grafico ed impostare un calendario editoriale sono attività che non mi affascinano, non mi attirano e non mi entusiasmano. Tra l’altro non mi vengono particolarmente bene.

Una volta per tutte, non sono la persona adatta a gestire la vostra comunicazione.

Se c’è interesse, si crea interesse

Il fraintendimento è dovuto però all’attività che faccio per comunicare la mia musica: amo follemente dare vita visiva alla mia maniera ad alcuni piccoli progetti in cui ho gettato il cuore, l’anima e anche una discreta quantità di tempo. Mi piace tantissimo lavorare ai dettagli dei miei concerti, dei miei festival, all’immagine esteriore di una mia idea, di un mio sogno.

E’ per questo che ogni agosto mi butto a capofitto nella comunicazione del Festival Agnesi: perché amo questa iniziativa sotto tutti i suoi aspetti, compresi quelli meno gradevoli.

Le ore trascorse davanti al computer diventano leggere, il volantinaggio (folle) fatto per le vie di Merate è quasi un divertimento i comunicati stampa alle testate giornalistiche, le mail e le telefonate continue con i colleghi e gli amici che collaborano al progetto, la preparazione ideazione e distribuzione dei materiali a stampa, puro intrattenimento: tutto viene illuminato da una luce differente.

Quindi come si comunica la musica?

La risposta vera è che non ne ho la minima idea. So come mi piace comunicare i miei progetti, ma non sarei in grado di garantire la stessa ispirazione e passione per un evento che non sento mio.

Però sono due i suggerimenti che posso dare: innanzitutto chiedete aiuto ad un grafico professionista. Io mi fido del bravo Riccardo Caldirola e lavoro con serenità con lui.Divido a metà il lavoro di creazione limitando i miei interventi alla visione generale (sono creativo anch’io, in fin dei conti). Nel processo di realizzazione, limito il più possibile le mie indicazioni ma alla fine dei lavori utilizzo la mia monomania per correggere ogni piccola imperfezione ben sapendo che, come nelle tesi di laurea, ad ogni rilettura emerge un refuso nuovo.

Marcello Corti Festival Agnesi Musica

Il secondo suggerimento che vi do è quello di provare. Non sono un professionista della creazione video, non sono un copywriter o un correttore di bozze, non sono un giornalista o un ufficio stampa, non sono nemmeno un project manager. Sono un musicista. Provare è comunque la maniera migliore di non cadere nell’unico errore che inevitabilmente conduce al fallimento di un progetto: non fare niente.

Certo, ogni prova è un errore potenziale. Ogni errore potenziale è una sicura critica che arriverà da qualcuno. Ma errori e critiche sono un ottimo fertilizzante per la crescita abbondante e rigogliosa di un artista.

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