Marcello Corti Marcello Corti

Comunicare la musica | il manifesto

Come realizzare un manifesto semplice ed efficace? Ne ho parlato con Riccardo Caldirola.

Una delle più grandi lezioni che ho imparato dai miei errori è che affidarsi ad un professionista è una delle scelte migliori che si possano mai fare nella vita. Ma delegare è allo stesso tempo difficilissimo: i liberi professionisti ed in particolare i musicisti freelance, tendono, per ridurre i costi e ottimizzare i tempi, a voler fare tutto in prima persona.

Appena sono entrato nel mondo del lavoro ho scoperto che per la realizzazione di eventi musicali autoprodotti sono necessarie davvero numerose competenze: manageriali, legali, informatiche, marketing e social marketing fino ad arrivare all’ultima ma non meno importante competenza musicale.

Personalmente ho sempre perso molto tempo e molte energie nella cura dell’impostazione grafica dei miei materiali pubblicitari: manifesti, foto, infografiche, impaginati e flyer sono solo alcuni dei Buchi Neri che hanno risucchiato ore ed ore del mio tempo.

Gradualmente ho deciso di delegare tutto il lato grafico della mia attività ad una persona fidata. Riccardo Caldirola, glorioso oboista della Banda Sociale Meratese, è stato l’uomo che ha dovuto raccogliere il grave compito di accompagnarmi lungo impervie peripezie musicali. Un giovane professionista bravo, affidabile e con voglia di fare.

La mia vita è migliorata: meno tempo da investire in correzione bozze, in impaginazione, scatti fotografici e scelta di font ha significato più tempo da dedicare alla musica. Più tempo da dedicare alla musica significa automaticamente più benessere (per un musicista).

manifesto marcello corti

Con Riccardo ho realizzato una semplice breve intervista che vi metto in calce per cercare di condividere con i miei quattro lettori alcuni spunti per migliorare la comunicazione dei propri eventi musicali. Questo episodio in particolare è dedicato ai manifesti. Potete guardarvi tutto il video oppure leggere qui di seguito i 5 consigli che Riccardo dà per migliorare l’impostazione grafica di un manifesto per un concerto bandistico (ma vale per qualsiasi cosa).

1- Visual d’impatto

Per il tuo manifesto devi scegliere un’immagine di impatto. Una foto, un’illustrazione o, perché no, solo testo. L’importante è che l’impostazione visiva del manifesto sia chiara, semplice e non crei confusione nel passante. Pochi colori, immagini di qualità (e legalmente riproducibili) sono i due consigli di Riccardo.

Quindi:

  • Se volete usare un’immagine presa dalla rete (occhio al copy) questa deve essere in alta qualità, soprattutto se puntate alla stampa 70×100.
  • Se volete utilizzare una fotografia, preferite materiale realizzato da un professionista con macchine adatte e luci adatte: niente cattura l’attenzione più di una bella foto!
  • Colori: pochi, molto pochi. Due, tre, massimo quattro.

2- Massimo due Font

Spesso i manifesti home-made presentano un numero gargantuesco (ieri sera ho visto Kill Bill) di caratteri. L’indicazione di Riccardo è: usarne al massimo due.

Questo perché tanti caratteri diversi rendono un testo estremamente disomogeneo. L’ordine delle informazioni è essenziale per una comunicazione efficace e diretta.

3- Poco Testo nel Manifesto

Un buon manifesto ha il compito di catturare l’attenzione, non di dare tutte le informazioni. Nel caso di un concerto non è fondamentale riportare il programma musicale completo, l’indirizzo preciso o i canali social al completo.

Il manifesto deve catturare l’attenzione: il passante andrà poi ad approfondire le informazioni dell’evento a cui si è interessato. Il “come” è quasi più importante del “cosa”. Nel caso di un concerto, ad esempio, è fondamentale Chi suona, Dove, Quando. Niente di più altrimenti il rischio è quello di esagerare con il testo e di non riuscire a catturare l’attenzione.

4- Usate il software giusto

Non possiamo costruire uno scaffale se non abbiamo gli strumenti adatti: martello, sega e lima sono indispensabili. Alla stessa maniera non possiamo realizzare un manifesto senza un programma di impaginazione adatto.

Se volete realizzare un manifesto partendo da Word o da Paint, lasciate perdere: è come voler inchiodare due pezzi di legno senza martello. Ci vogliono programmi adatti. Purtroppo i programmi richiedono anche una certa preparazione per cui…

5- … Rivolgetevi ad un grafico

E’ forse il consiglio più importante. Quando il gioco si fa duro, i veri duri iniziano a… delegare. Mettiamo che avete tutti gli ingredienti per un buon manifesto: due font, una bella immagine in alta definizione, il programma adatto e le idee, ma non avete idea da dove cominciare.

Cercate un tutorial su Youtube, provate a fare una bozza, capite che avete sbagliato e ricominciate. Trovate il manuale del programma e imparate a, che ne so, importare correttamente un file immagine… Passano quattro ore: vi trovate con un file appena impostato, inguardabile ed il pomeriggio è terminato.

Facciamo finta che la paga oraria di una lezione di musica sia di 25 euro all’ora (nel migliore dei mondi possibili). Avete appena investito 25×4 euro nella realizzazione di un manifesto che non avete finito. Cento euro che avreste potuto dare ad un bravo grafico freelance risparmiando arrabbiature e salute mentale.

Certe volte la miglior strategia è proprio quella di delegare.

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