Marcello Corti Marcello Corti

Come faccio un brain-party (anche in tempo di Coronavirus)

Il brainstorming è uno strumento utilissimo per un creativo: da tempo utilizzo questa tecnica per affinare, migliorare o trovare nuovi progetti da sviluppare nel tempo. Ci sono diversi modi di organizzare un brainstorming. La modalità che preferisco è quella del Brain-Party: una soluzione facilmente adattabile anche in tempi di isolamento. Non tutti però sanno come si tiene un brainstorming: di seguito qualche piccola indicazione per rendere più gradevole e più produttivo questo incontro-scontro di neuroni.

Cos’è un brainstorming?

La tempesta di cervelli non è nient’altro che un momento di ricerca in gruppo di una soluzione ad un problema. Il principio su cui si basa questo processo è riassumibile in pochissime parole: tanti cervelli uniti valgono molto più della semplice somma degli stessi. L’unione fa la forza: il brainstorming non è solo l’occasione di avere punti di vista differenti sul medesimo problema, ma anche la possibilità di creare una rete di neuroni ampliata che sfrutta menti diverse, competenze fortemente eterogenee per arrivare a più possibili soluzioni che gli stessi individui separatamente non avrebbero mai preso in considerazione.

Il brainstorming è uno splendido processo anche in ambito creativo. Non intendo l’atto creativo artigianale: la pittura, la composizione, la scrittura sono gesti che scaturiscono prevalentemente dall’unicità di un individuo. Il brainstorming non si applica quindi al core business dell’artista (cioè fare arte), ma è invece fondamentale per le attività accessorie: eventi, programmi musicali, registrazioni, campagne marketing, possibili collaborazioni… Non nego che potrebbe essere interessante impostare anche l’atto artistico stesso in modo collettivo, ma non voglio esplorare questa possibile declinazione.

Brain-Party: tempestare con leggerezza!

Utilizzo il brainstorming quando devo decidere che direzione dare ad un qualsiasi progetto, come nel caso del Festival Agnesi o del mio Canale Youtube. Utilizzo il brainstorming quando devo scegliere i programmi musicali o quando devo trovare nuove idee da sviluppare. Il brainstorming viene di solito impostato come una riunione di una squadra che già lavora insieme ad un progetto. Al contrario, il musicista freelance spesso svolge la sua professione in modo individuale: non ha un team con cui collabora costantemente. Nonostante ciò anche un creativo libero professionista più tenere dei brainstorming: la modalità più efficace e gradevole per fare ciò è creare dei Brain-Party.

Per organizzare un brain-party è necessario costruire un incontro per cinque-sette persone. Scegliete i vostri ospiti in base al rapporto che avete: ci potranno essere amici di una vita, colleghi ben conosciuti, ma anche professionisti con cui non avete un rapporto importante e di lunga durata. Evitate i partner: fidanzati e fidanzate tendono ad essere posti su un altro piano ed è meglio tenere fuori relazioni esclusive. Infine non preoccupatevi di avere una tavola rotonda di soli musicisti. Avvocati, tecnici, casalinghe, studenti, giardinieri, impiegati: tutti sono forieri di competenze che sono diverse da quelle di un musicista. Il brain-party serve per ampliare le proprie vedute: non c’è niente di meglio per un musicista che vedere il mondo dagli occhi di un notaio!

Marcello Corti Milano Giovanile Conservatorio

Brain-party: come fare?

Una volta selezionati i possibili partecipanti, organizzate il vostro party nella maniera che più preferite: una cena, un aperitivo, un incontro after-dinner o un brunch. Il vostro brain-party deve partire da una situazione ri-creativa per poi trasformarsi in occasione creativa! Dovete individuare degli orari ben precisi per delimitare le due sezioni dell’incontro: deve essere chiaro a voi prima che ai vostri ospiti quando il lavoro e il piacere si devono momentaneamente separare.

Definite le modalità e orario dell’incontro, è necessario isolare l’argomento centrale della serata: gli ospiti devono sapere di cosa si parlerà, anche se solo in termini generali. Un brain-party può ad esempio essere una cena al cui termine si discuterà di una possibile rassegna di musica da camera. Oppure l’invito potrebbe essere per un brunch durante cui si parlerà di programmi musicali. Oppure un video aperitivo (in tempi di isolamento) al cui interno parlare di strategie marketing o di gadget pubblicitari. Isolate l’argomento, organizzate l’evento ed invitate i partecipanti! Siate chiari fin dall’inizio di modo da non destare brutte sorprese agli invitati: l’invito deve essere chiaro e si deve capire che la serata sarà sia di piacere che di lavoro. Le idee che ne usciranno saranno decisamente più interessanti di una riunione imposta e fine a se stessa.

Brain-Party: Do’s e Don’ts

Una volta esaurita la parte ricreativa dell’evento e raggiunto l’orario previsto, colui che ha deciso di organizzare l’incontro ha il compito di dare l’argomento (comunque precedentemente annunciato) e di ricordare a tutti i partecipanti alcune semplici regole. Ciascuno può esporre senza interruzioni e senza obiezioni qualsiasi idea inerente al tema gli passi per la mente. Tutte le idee verranno scritte dall’ospite su un foglio che verrà a fine incontro inviato a tutti i partecipanti. In fase di discussione è assolutamente vietato contestare un’idea: ogni proposta, ogni splendido e suggestivo suggerimento, anche se assurdo ed evidentemente irrealizzabile, non deve mai essere contestato.

Il brainstorming non serve ad avere ragione, ma serve ad avere idee migliori.

In fase di brainstorming dovrebbero essere vietate le parole “ma” “sì, ma” “non può funzionare” “impossibile”. La contestazione e la selezione di quali sono le idee migliori e quindi su quali proposte investire tempo energie e denaro, avviene in un altro momento e viene. Il brainstorming è il tempo del sogno, dell’impossibile che diventa possibile. Il brainstorming si esaurirà automaticamente con il finire delle idee e delle interazioni tra gli ospiti. Quello che resta dopo una sessione simile è un foglio pieno di idee, pieno di sogni più o meno realizzabili che in futuro andranno rivisti, riletti, approfonditi e selezionati.

Perché mi piace fare brain-party

Sono due le meraviglie nascoste dietro questo modo di lavorare: innanzitutto si cominciano a costruire le fondamenta di quello che potrebbe diventare un team che collabora dietro ad un medesimo progetto. La condivisione di idee aumenta l’empatia e la simpatia (sum-pathein) tra i partecipanti: non c’è accelerante migliore alla crescita di una squadra che l’energia di una tempesta di cervelli! Non di meno, un brainstorming simile è occasione di lavoro tutt’altro che sgradevole. Molto meglio riflettere in compagnia attorno ad un tavolo che da soli in un ufficio o, peggio, seduti ad una avvilente ed isolata scrivania.

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