Marcello Corti Marcello Corti

Banda a metà (pt. 1)

Continua la spero non lunga serie di articoli su come stiamo facendo per riavviare l’attività musicale, in particolare facendo riferimento alla mitologica Banda Sociale Meratese. Se non hai letto l’articolo sui riferimenti normativi che hanno ispirato il Protocollo Sicurezza che alla BSM abbiamo preparato, devi recuperare il precedente articolo (basta cliccare qui!).

Le possibilità per la nostra banda

Il vero problema di ripartire è farlo per davvero. La lunga paralisi dell’attività musicale, la stampa non di certo rassicurante, la normativa in divenire e mai di semplice interpretazione sono alcuni degli aspetti che ci hanno spinto ad aspettare Settembre 2020 per ripartire. Col senno di poi avremmo potuto farlo prima, come alcune associazioni bandistiche hanno effettivamente fatto. Ma quali sono le possibilità che abbiamo preso in considerazione prima di prendere una decisione?

  • Non riprendere
  • Fare prova all’aperto
  • Trovare una nuova sede (ne parlo qui)
  • Gestire la Banda in maniera diversa (ne parlo qui)

Una banda può non riprendere l’attività?

Certo: le attività musicali dilettantistiche vivono di equilibri estremamente delicati. Tra le numerose realtà musicali di stampo bandistico con cui collaboro, sono diverse quelle che ad oggi hanno infatti deciso di non riprendere. Una scossa come il fermo della musica può davvero compromettere anche le formazioni apparentemente più solide.

In BSM, una banda di sessanta musicanti sulla carta, cinquanta reali e una media di 40 presenze ad ogni prova, ha visto infatti alcune defezioni. Paura o prudenza? Non lo possiamo sapere: è comunque giusto rispettare le scelte di chi non vuole correre il rischio di partecipare alle prove. Naturalmente le porte rimangono sempre aperte: passata l’emergenza ci rivedremo per togliere un po’ di ruggine dagli strumenti.

Come gestire un ritiro dall’attività musicale? Personalmente ho scelto di tenere aperto un rapporto che sicuramente potrà rivivere non appena l’emergenza sarà rientrata. Il fatto che io non abbia paura, non significa che gli altri non possano provare una simile emozione. Ho deciso di accettare senza insistere ogni defezione salutando con morbidezza e sincerità l’amico che si allontana momentaneamente dall’attività associativa. In fin dei conti l’empatia è una delle capacità che tutti coloro che lavorano con gli amatori dovrebbero avere.

Fare prove all’aperto e la SIAE

Le prove all’aperto sono stata la prima via che alcune bande hanno deciso di seguire: le associazioni più fortunate infatti hanno un piccolo giardino o cortile fuori dalla sede oppure hanno trovato l’appoggio del Comune per trovare un luogo adatto a tenere le prove estive. Eppure questa soluzione ha generato problemi di due ordini di grandezza.

Marcello Corti Banda

Alcune bande hanno dovuto scontrarsi con la SIAE: la prova, svolta in un luogo accessibile al pubblico è stata infatti ritenuta dall’Ente posto alla tutela del diritto d’autore alla stregua di un’esibizione pubblica. Di conseguenza è necessario aprire una pratica di permesso di musica dal vivo e quindi pagare i relativi diritti d’autore. Sembra assurdo, ma la normativa lascia effettivamente un margine interpretativo che alcuni Mandatari SIAE hanno interpretato a svantaggio delle associazioni bandistiche. Dura lex, sed lex: il luogo scelto per fare prova all’aria aperta deve essere privato, altrimenti scatta l’occupazione del suolo pubblico, e deve essere inaccessibile, altrimenti scatta la pubblica esecuzione.

Certo, si potrebbe obiettare che per le prove non è prevista la compilazione di un borderò e quindi il versamento dei diritti d’autore. Attenzione però: il discrimine è la presenza o meno del pubblico, non la natura dell’evento musicale.

Fare prove all’aperto e i vicini

La narrativa attorno alle associazioni bandistiche è sempre colorita e ricca di aneddoti gustosi. Pare infatti che durante la prova aperta di una banda della Lombardia, dopo le ore 22 sia intervenuta la Polizia Municipale a interrompere l’attività per disturbo della quiete pubblica.

Sembra strano ma non tutti sono appassionati di musica, in particolare di musica bandistica, in particolare in un giorno settimanale, in particolare dopo una determinata ora della notte. Se con la vostra associazione volete svolgere le prove all’aperto, fate molta attenzione all’orario che scegliete ed ai vicini che avete (quelli non li potete scegliere). Il rischio è veramente quello di trasformarvi da risorsa culturale a elemento di disturbo della quiete pubblica. Il mio sostegno va alla banda la cui attività è stata bloccata: non mollate, cambiate orario e ricominciate a fare musica con passione!

Naturalmente la soluzione delle prove open-air è praticabile fintanto che il clima rimane mite. Non sono da sottovalutare nemmeno altre questioni: lo spostamento delle percussioni, l’illuminazione, il vento e le condizioni meteorologiche sfavorevoli. Certo, la Polizia o un emissario SIAE possono essere molto più fastidiosi di una folata clandestina!

Per ora è tutto. Parlerà di trovare una nuova sede e gestire in modo differente la banda nella seconda parte di questo articolo. Se volete farmi sapere il vostro punto di vista o arricchire il mio intervento, potete scrivermi qui!

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