Marcello Corti Marcello Corti

Banda a metà (pt. 2)

Continua la spero non lunga serie di articoli su come stiamo facendo per ripartire con l’attività musicale, in particolare facendo riferimento alla mitologica Banda Sociale Meratese. Se non hai letto l’articolo sui riferimenti normativi che hanno ispirato il Protocollo Sicurezza che alla BSM abbiamo preparato, devi recuperare il precedente articolo (basta cliccare qui!).

Le possibilità per la nostra banda

Il vero problema di ripartire è farlo per davvero. La lunga paralisi dell’attività musicale, la stampa non di certo rassicurante, la normativa in divenire e mai di semplice interpretazione sono alcuni degli aspetti che ci hanno spinto ad aspettare Settembre 2020 per ripartire. Col senno di poi avremmo potuto farlo prima, come alcune associazioni bandistiche hanno effettivamente fatto. Ma quali sono le possibilità che abbiamo preso in considerazione prima di prendere una decisione?

Trovare una nuova sede

Qualcuno di voi sorriderà, ma il cambio di sede è una delle possibili soluzioni: la sede è troppo piccola per il distanziamento? Ne trovo un’altra! La nuova sede può essere una palestra, un teatro, una sala civica, l’atrio di una scuola, perché no! Ci sono numerose possibilità sul territorio che possono essere sondate. Certo, ci saranno dei nuovi compromessi, nuove regole di gestione e condivisione degli spazi, magari nuovi costi. Però una sede più grande può essere davvero la soluzione ideale.

Tra le opzioni che abbiamo ventilato, c’era anche quella di individuare una palestra dove dislocare la nostra attività musicale. I problemi non sono però pochi: oltre all’acustica, il trasporto degli strumenti e dei leggii, la sanificazione, la minor libertà di accesso ed uscita dai locali ed una serie di ulteriori paletti alla nostra attività musicale ci hanno bloccati. L’idea della può funzionare laddove le bande sono molto piccole e dotate di un parco strumenti ridotto. Ciascuno potrebbe portare il proprio leggio e i percussionisti potrebbero farsi carico delle poche percussioni necessarie. Ma siccome, lo sappiamo, a far “balà i man” c’è sempre poca gente, allora meglio provare un’altra strategia.

Gestire la banda in maniera diversa

Questa è la strada che abbiamo scelto noi. Abbiamo deciso di rimanere nella nostra spaziosa sede e di gestire non solo gli spazi in maniera differente, ma soprattutto le persone. La Banda Sociale Meratese si è divisa in due: l’organico è stato distribuito in due giorni di prova, invece che uno. Le due formazioni, più piccole, hanno però mantenuto una sorta di proporzione: in entrambi i giorni di prova settimanale viene affrontato il medesimo repertorio con una o l’altra metà BSM.

Bsm openair Marcello Corti

Questo ci ha permesso di poter utilizzare di nuovo la nostra sede, assieme ad una serie di misure prudenziali di cui parlerò tra poco.

Ci sono però alcuni svantaggi nella scelta di questa soluzione per riprendere l’attività musicale. Innanzitutto il lavoro per il direttore raddoppia: da una prova settimanale si passa a due. Lavora anche il lavoro per i volontari che gestiscono lo smistamento e la sanificazione, per non parlare dei costi connessi all’utilizzo della sede.

Banda a metà: alcuni pro e contro

Sia per il direttore che per gli strumentisti il lavoro diventa più lento e più delicato. Il direttore deve ripetere la concertazione due volte nella stessa maniera cercando di uniformare un lavoro spalmato su più giorni. Per i musicanti inoltre la gestione della prova è più delicata: i singoli strumentisti sono decisamente più scoperti e di conseguenza più responsabilizzati. Chi pratica la musica d’insieme sa bene che avere di fianco un compagno di leggio che suona la stessa parte è decisamente più comodo che essere da soli, che suonare a parti reali. L’idea di provare quasi a parti reali ha anche un lato positivo: è possibile raffinare, lavorare meglio sui dettagli, sui difetti e sulla componente individuale che rende possibile il lavoro di gruppo.

Questa è la soluzione che abbiamo scelto di seguire in BSM. Non è forse la situazione ideale e la più appagante da un punto di vista musicale, ma è quella che ci permette di fare musica in sicurezza senza grosse spese. Avremmo potuto scegliere anche un’altra via: quella di eseguire due repertori diversi con la formazione divisa a metà. Avremmo potuto scegliere repertorio all’interno dei cataloghi a strumentazione variabile: Scomegna ne propone alcuni. Ho però la fortuna di poter lavorare con una Banda con un archivio interessante e con brani appaganti anche in formazione ridotta.

Questa è stata la scelta che abbiamo preso dopo un serio confronto. Tra qualche giorno vi parlerò dei moduli, delle procedure e delle nuove buone abitudini che abbiamo preso. Perché la voglia di fare musica può essere soddisfatta in piena sicurezza.

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